Una bellissima recensione del primo evento dedicato al Centenario di Angelo Masini, a cura della nostra docente di “Storia della Musica” Marinella Ramazzotti.

“Ci sono Centenari che sono cerimonie d’occasione e altri che diventano eventi capaci di imprimersi nelle coscienze, suscitando emozioni tali da riaccendere la memoria musicale di una città attorno alla figura del forlivese Angelo Masini, tenore di fama internazionale, nonché fondatore e benefattore del Liceo musicale di Forlì, oggi Fondazione a lui intitolata.

La serata di inaugurazione, sabato 14 febbraio presso Sala Sangiorgi, ci ha proiettato sulle scene del Teatro di San Pietroburgo, dove quando «cantava l’Angelo il teatro si gremiva, e l’entusiasmo assurgeva al più eccelso grado» (Journal de St. Petersbourg, 1891).  Grazie alla coinvolgente narrazione di Enrico Stinchelli, stimatissimo conduttore radiofonico e critico musicale, abbiamo potuto ‘riascoltare’ la voce angelica, irrimediabilmente perduta, di Angelo Masini, comprendendone la straordinaria peculiarità nel passare dalla raffinatezza belcantistica dei Puritani alla vocalità drammatica dell’Aida, attraverso un viaggio nella storia costruito su testimonianze, aneddoti e ascolti discografici di voci a lui coeve e di “voci d’angelo”,  eredi della sua tradizione.

Dopo la rievocazione storica, il ricordo di Masini ha trovato la sua espressione artistica nell’ascolto di arie pucciniane tratte da Tosca e Manon Lescaut, che accanto alle pagine del Mefistofele di Boito, appartengono a quella stagione di passaggio tra Ottocento e primo Novecento che Masini contribuì a preparare.

Accompagnati al pianoforte da Lorenzo Bavaj, capace di rendere con insuperabile maestria le gradazioni espressive del fraseggio e le sfumature timbriche dell’orchestra, il soprano Tea Purtseladze e il tenore Paolo Lardizzone hanno restituito, con grande bravura e intensa carica espressiva, quella duplice anima del melodramma italiano di fine secolo: la cura della linea vocale e  la ricerca dell’accento teatrale. Nel loro canto si sono potute riascoltare la chiarezza della dizione, il controllo del fiato e la nobiltà del fraseggio che le cronache attribuiscono a Masini, quell’equilibrio tra eleganza melodica ed espressione drammatica in cui risiede l’eredità più autentica del grande tenore forlivese

Il pubblico, sopraffatto dalla commozione e dall’entusiasmo, ha percepito il legame ideale tra la figura storica del grande tenore e la vitalità dell’opera nel presente; e, grazie agli artisti, la commemorazione si è trasformata non soltanto in memoria condivisa, ma in promessa per un vero ‘domani’ della tradizione masiniana.”